venerdì 28 giugno 2019

Impressioni sul primo consiglio comunale.


L'emozione, vera ma controllata del consigliere più giovane e di quello più anziano, che il destino ha voluto abbinare nel presiedere la prima seduta consigliare del nuovo mandato, sono state l'unica cosa bella di una serata contraddistinta da diversi momenti "bassi".
La presentazione delle linee guida è il solito rituale, sempre uguale a se stesso, alcuni progetti,tante promesse.
Dalle repliche invece mi aspettavo un cambio di passo invece i tre capigruppo ed ex candidati sindaco che sono intervenuti ( il quarto era assente)  hanno riproposto interventi uguali a quelli della campagna elettorale,chi lento e difficile da seguire, chi troppo pieno di sé,chi sostituisce i contenuti con un tono alto e qualche frase fatta.
Da notare tre cose:
1) il voto di astensione della lega nella votazione per eleggere il presidente del Consiglio, quando da sempre è buona prassi che presidente e vice vengano eletti con voto unanime.
2) L'assenza della Capogruppo di Fratelli d'Italia che ha permesso così ai 5 stelle di eleggere 2 consiglieri in terre d'argine.
3) Il totale disinteresse mostrato dalla Boccaletti che da Canditata sindaco e Capogruppo della lega ha deliberatamente scelto di non farsi eleggere in Terre d'argine,sia mai avere troppi impegni.
In sostanza,mi sa che nonostante qualche dubbio sulla giunta ed in particolare il grande errore politico della nomina Calzolari,il sindaco se riuscirà a gestire bene il nodo dirigenti e a tenere sotto controllo la sua maggioranza e ls sua giunta, dalle opposizioni non avrà grandi problemi,se escludiamo qualche "folkloristica" inutile battaglia di facciata.

ps. Prima di entrare in consiglio ho avuto la sventura di leggere il comunicato di Cf sul caso Cavina, io fossi stato un giornalista mi sarei rifiutato di pubblicarlo.
ps2. Speriamo che anche il "pubblico" capisca che la campagna elettorale è finita.

mercoledì 26 giugno 2019

Nomi nuovi,stile antico.

Ieri è stata presentata la nuova giunta,  molto conservativa,di apparato e di fiducia del sindaco.
Righi e Truzzi sono giovani professionisti, sicuramente competenti ma senza nessun peso politico quindi facilmente "condizionabili".
La Lugli è la consigliera che lo scorso mandato ha maggiormente "difeso"ed appoggiato la giunta,forse l'unica.
Dalle Ave, uomo di apparato.
Calzolari, donna di Sinistra, sindacalista della cgil,  persona preparata ma in questo momento storico,credo la scelta politicamente peggiore che il sindaco potesse fare.
Gasparini, ha una eredità pesante,ma è tosta.
Con un consiglio inesperto che probabilmente gli creerà pochi problemi sostanziali,il sindaco ha scelto una squadra senza figure che lo possano offuscare e dopo l'esperienza Morelli ci sta
Ora comunque, buon lavoro e vedremo come andrà.
Ps. Dopo anni nei quali la stampa ha evidenziato la presenza di tanti scout, questo il mandato dell'Ac con un'assessore e almeno 3 consiglieri importanti.
Ps 2. C'è qualche rapporto interpersonale che potrebbe creare qualche problemino ma li ci penseranno poi i consiglieri di opposizione a vigilare.

lunedì 31 ottobre 2016

Tra il dire e il fare..

Ad inizio mandato, durante la presentazione delle linee guida del suo mandato, il sindaco disse:
Partecipazione e Ascolto sono due imperativi a cui mai intendo venir meno. Inizio dalla partecipazione perché questa è la nostra idea di governo della città.
Partecipazione come vera pratica di ascolto per permetterci di effettuare scelte condivise
.Un approccio partecipativo significa mettersi più a contatto con i reali bisogni delle persone, consente di incontrare competenze e capacità sotto forma di idee e proposte, per permettere di vedere i problemi sotto angolature diverse e aggredirli con maggior efficacia.
Alla base di un disegno come questo è necessario cambiare il sistema di comunicazione dell’ente, indirizzandolo sul modello “open data” che consente la messa a disposizione di tutte le informazioni da parte del Comune per la massima trasparenza e condivisione.
 Questo coinvolgimento dei cittadini non riguarderà solo quanti vivono e si impegnano in realtà urbane; in particolare sarà data voce ai residenti e a chi vive nelle realtà di frazione,perché possano contribuire direttamente agli indirizzi amministrativi che riguardano quelle parti di territorio.
Questo è un modo per far sentire ancora più unito ed omogeneo tutto il territorio comunale.
Come sono realmente le cose 2 anni dopo? Molto semplice, le belle parole del sindaco sono rimaste, purtroppo, solo parole. Il consiglio comunale continua ad essere relegato al ruolo di “approvatore” dei progetti della giunta e le opposizioni continuano a parlare ad oratori mai realmente interessati ad un vero confronto, un chiaro esempio e l’ultimo provvedimento con le restrizioni al traffico; la maggioranza e la giunta sono talmente interessate al parere delle minoranze, che il progetto non è nemmeno stato presentato al consiglio.
 Disse inoltre:
La nostra città vanta la presenza di un verde diffuso e fruibile, con un patrimonio di oltre35.000 piante presenti su area pubblica. Nonostante questo, credo sia tempo di arricchire questo patrimonio. L'obiettivo ambientale di mitigare le profonde trasformazioni climatiche in atto e di creare importanti luoghi di verde dove i cittadini possano trascorrere momenti di relax, attività fisica e ludica per i ragazzi, è quello che ci siamo dati. Abbiamo condiviso gli obiettivi dell'associazione ‘Parco Lama' e continueremo a sostenere la realizzazione di quel progetto in quell'area . Vogliamo inoltre dotare la città di altri spazi verdi di dimensioni significative: uno nell'area intorno al cimitero urbano e uno nell'area che divide la zona industriale dalla città, tra via dell'Industria e la tangenziale.
Esiste un problema di collegamenti e di vie di comunicazione verso le città vicine e all'interno del territorio urbano e comunale. Si deve agire su diversi livelli; una sinergia con le amministrazioni delle città interessate per un effettivo miglioramento della viabilità, con i capoluoghi del triangolo Reggio Emilia, Modena e Mantova, in particolare nel primo tratto Carpi-Correggio e Modena-Carpi. Mentre sul versante della viabilità intra-urbana occorre riconnettere tutte le aree della città: il completamento delle rotonde e dei percorsi ciclo-pedonali. La crescita del quartiere di Cibeno e dell'area est richiede il superamento definitivo del passaggio a livello. Dobbiamo proseguire l'impegno per il trasporto pubblico su gomma e ferro; gli investimenti sulla linea Carpi/Modena, per noi, sono una priorità e su questo ci sarà il massimo sforzo per metterli al centro delle agende regionali e nazionali. Proseguiremo lo sviluppo progressivo del Piano che prevede più di 230 km di piste ciclabili a Carpi.
Su queste affermazioni non credo serva commentare, la cura del verde pubblico, le fruibilissime piste ciclabili (viale dallai con annesso impianto semaforico),le comodissime rotonde (viale muratori)e  i bellissimi  progetti  per il superamento del passaggio a livello e dei problemi  di traffico sulla Nazionale per Carpi, sono evidenti a tutti. O sbaglio!?!?!

mercoledì 8 aprile 2015

Carpi città dello Sport? A parole

Carpi città dello Sport? A parole

E la chiamano Città dello Sport. Dopo la pallavolo, è ormai assodato che anche il calcio e la pallamano dovranno traslocare lontano da Carpi per la mancanza di lungimiranza da parte degli amministratori. Sono anni ormai che Carpi vede crescere bellissime realtà sportive che poi si sono viste costrette ad emigrare per l'inadeguatezza delle strutture. A partire dal volley femminile, la Liu Jo, che nel 2010 ha dovuto salutare la città dei Pio per andare a giocare a Modena, al PalaPanini. E' toccato al campione di nuoto Gregorio Paltrinieri, carpigiano Doc, che però è dovuto “emigrare” per potersi allenare in una vasca adeguata. Tocca alla Terraquilia Handball, che a Rubiera può disputare le partite casalinghe della serie A di Pallamano, e toccherà al Carpi Fc: è ormai nota la polemica in merito allo stadio Cabassi, che l'anno prossimo non potrà ospitare le partite casalinghe della squadra di calcio della nostra città, sia in caso di promozione in serie A che di permanenza in B. Cabassi che non più di due anni fa è stato oggetto di un rifacimento che però, ancora una volta per mancanza di lungimiranza, non si è rivelato risolutivo e sufficiente. E così il prossimo anno i carpigiani, con ogni probabilità, saranno costretti ad andare a Modena per poter seguire la propria squadra del cuore. Mancanza di lungimiranza, ma anche scarsa attenzione verso un mondo che invece rappresenta e unisce tantissimi cittadini. Finora, sia la giunta Campedelli che quella attuale, si sono nascosti dietro un dito, fornendo sempre la stessa scusante: quella della mancanza di soldi. Una scusa che però non regge, di fronte all'evidenza di palestre costruite senza tenere conto delle esigenze delle eccellenze sportive cittadine, come la palestra di Cibeno, o veri e propri errori di progettazione, come nel caso della palestra della Solidarietà. I soldi (pubblici) sono stati spesi, male però. Credo che alla base di tutto ci sia anche la mancanza di dialogo da parte del Comune con le associazioni sportive cittadine, che non vengono coinvolte. D'altronde l'autoreferenzialità è uno dei tratti distintivi delle giunte targate Pd. Peccato che tutto ciò si trasformi in un danno per le società, gli atleti e anche a livello economico. Infatti l'indotto che lo sport riesce a creare è enorme: si pensi alle televisioni, intorno alle quali c'è un business milionario. Eppure Carpi rimane sempre tagliata fuori, com'è successo di recente nel caso della Terraquilia Handball, che non ha potuto usufruire della diretta televisiva della Rai perché il Vallauri non è idoneo ad ospitare mezzi e strumenti necessari a trasmettere eventi di grande portata. Privilegiare lo sport di base, un'altra scusa utilizzata da sempre dalle giunte di centrosinistra, non deve significare per forza trascurare del tutto lo sport professionistico a Carpi. E anche nel sostenere lo sport di base il Comune ha dimostrato di fare figli e figliocci, concedendo lauti contributi ad alcune associazioni (come ad esempio la Polisportiva Dorando Pietri e La Patria) mentre altre ricevono molto meno. Una città di oltre 70mila abitanti, con una squadra di calcio al vertice della classifica di serie B, una di pallavolo femminile attualmente seconda nella massima serie, una di pallamano ai vertici della massima competizione italiana e un campione europeo e mondiale di nuoto, ma senza strutture adeguate ad ospitarli, oggi o nel prossimo futuro. E la chiamano città dello Sport.

venerdì 20 febbraio 2015

Aimag-Hera, dibattito non sia ideologico

Aimag-Hera, dibattito non sia ideologico

Tutti ne parlano, tranne chi avrebbe il dovere di farlo. Sul tema della ventilata fusione Aimag-Hera il Pd non perde l'occasione per dimostrare la scarsa trasparenza che lo contraddistingue. Ad oggi, né dalla maggioranza né dall'azienda (i cui vertici sono emanazione politica della prima) sono arrivate parole di spiegazione di quanto accadrà alla nostra multiutility: quali sono le intenzioni dei sindaci dei Comuni soci di Aimag? Le azioni della società saranno cedute alla multiutility bolognese oppure no? A questa domanda ancora non è stata data una risposta chiara. La mia non è una presa di posizione sulla questione “fusione sì o fusione no”: credo infatti che al momento si debba tenere un atteggiamento laico, mentre oggi la discussione è molto ideologica. Non ho preclusioni né verso il privato, né verso il pubblico, né verso il misto pubblico-privato: in tutte queste forme si possono trovare pro e contro. Da un lato la gestione di Aimag ha a suo favore la vicinanza con il territorio, ma dall'altro lato proprio questa vicinanza è causa di un intreccio troppo forte con la politica: non dimentichiamo, ad esempio, che l'attuale presidente è stato assessore al Comune di Carpi. Un aumento da parte di Hera delle quote di Aimag potrebbe invece significare una gestione più manageriale, con professionalità di livello di cui potrebbero beneficiarne i servizi ai cittadini. Un dibattito sul merito non può non affrontare poi la questione della gara delle reti Gas, il cui bando, ad oggi, dovrà essere pubblicato entro il 2017. Aimag sarà in grado di parteciparvi e competere con colossi dei servizi? Quale sarà lo scenario che si sta delineando con i cambiamenti normativi che interverranno nel prossimo futuro? Solo cercando di rispondere a queste domande si potrà affrontare una discussione seria sul merito. No all'ideologia e a posizioni preconcette, dunque. Piuttosto bisogna capire quali sono le reali intenzioni dell'azienda e soprattutto della maggioranza, perché sono loro che hanno in mano il potere decisionale. Sarebbe un atto dovuto, dal momento che Aimag è proprietà di tutti. Bisogna prima capire su che basi partire, ovvero affrontare il tema sul merito dei contenuti. Anche perché, se l'intento della maggioranza è quella di vendere le quote di Aimag, si dovrebbe approntare una gara pubblica, alla quale tutti possano partecipare, non solo Hera. Ciò permetterebbe di avere maggiore peso economico e spuntare un profitto più alto. Nutro infine parecchi dubbi sul referendum lanciato dal Movimento 5 Stelle, perché vedendo la storia di questo strumento in Italia e a Carpi (sul tema dell'acqua pubblica, ad esempio), rischia di essere un boomerang: se l'affluenza risultasse bassa, come immagino che avvenga, si rischierebbe che ciò venisse interpretato come un sentimento comune favorevole alla fusione. A mio modo di vedere il referendum sarebbe da considerare come extrema ratio, prima bisogna cercare di capire qual è il disegno che hanno in mente gli amministratori della maggioranza, i quali hanno il dovere di fare chiarezza il più presto possibile.

martedì 25 novembre 2014

L'amianto c'è, la trasparenza, No.

Si fa presto a dire trasparenza. Una parola troppo spesso usata a priori dai nostri amministratori, ma alla quale molte volte non corrispondono i fatti. Come ad esempio per quanto riguarda la questione amianto, un problema delicato, che attiene alla salute pubblica, e complesso, a causa delle diverse sfaccettature in cui si divide. Parto dalla prima, quella relativa alla presenza di fibre di amianto nell'acqua pubblica. Non potendo esprimermi dal punto di vista medico-scientifico (deve valere ciò che scrive a proposito l'Organizzazione Mondiale della Sanità), mi concentro sulla questione 'politica': a sollevare la questione è stata l'amministrazione comunale, durante la precedente legislatura, che lo ha riconosciuto come problema da risolvere, anche sotto la spinta di comitati e associazioni che si battono per rimuovere questo materiale pericolosissimo dai manufatti della nostra città. Di concerto con Aimag, nel luglio scorso la giunta ha fatto installare un impianto che avrebbe dovuto immettere nell'acquedotto una miscela sperimentale, un formulato ad uso alimentare a base di fosfato e zinco: da allora, non solo la sperimentazione non è mai partita, ma è calato un silenzio assordante sull'intera vicenda. Sui tavoli dell'amministrazione giace proprio da luglio una mia interrogazione nella quale chiedo i motivi del mancato avvio della sperimentazione e se e quando partirà. Sulla questione voglio essere chiaro: è giusto non creare inutili allarmismi né psicosi, ma è innegabile che la presenza di fibre di amianto nell'acqua sia un problema da affrontare. Da affrontare in maniera trasparente, cosa che finora non si è verificata. Le ultime rilevazioni delle fibre di amianto risalgono a fine giugno, come ha denunciato pubblicamente il Comitato No Amianto, chiedendone conto al Comune. Che, nemmeno a dirlo, non ha ancora risposto. E' normale che, di fronte a questo silenzio, si insinuino dubbi riguardo all'eventuale aumento delle fibre nelle condotte che portano l'acqua nelle nostre case. Dubbi che andrebbero fugati subito. Alcuni scienziati ritengono che l'amianto causi malattie gravi anche se ingerito, mentre altri sostengono il contrario: una buona amministrazione dovrebbe fare prevalere il principio di precauzione e quindi agire per sostituire le tubature in amianto. Anche su questo punto, finora, ci si è fermati alle parole, in particolare quelle pronunciate in campagna elettorale dall'allora candidato sindaco Alberto Bellelli, che si era detto disponibile a far predisporre un piano di massima per sostituire i tubi in amianto. Di questo piano, ovviamente, nessuno ha più sentito parlare. Per questo ho intenzione di redigere un'altra interrogazione per chiedere che venga al più presto approntato uno studio di fattibilità che indichi tempi, modi e costi per eliminare l'amianto dal nostro acquedotto in maniera definitiva. Altro tema inerente l'amianto è quello dei manufatti realizzati con il materiale-killer, bandito in Italia da più di vent'anni. Purtroppo, nelle costruzioni antecedenti al 1991, è ancora presente, tanto negli edifici privati che in quelli pubblici. Infatti anche alcune strutture dell'ospedale Ramazzini sono state costruite utilizzando l'amianto, come alcuni tetti. Per l'Ausl non è necessario alcun intervento: «L’ultimo monitoraggio, marzo 2014 – ha spiegato il Direttore sanitario dell’Azienda Usl di Modena Cristina Marchesi in risposta ad un'interrogazione del Pd – ha evidenziato uno stato di consistenza e conservazione delle coperture che non impone l’esigenza di interventi; fatto salvo l’emergere di improvvise e eventuali situazioni localizzate, che saranno gestite con interventi manutentivi urgenti, se nel corso di successive operazioni di monitoraggio dovessero emergere condizioni tali da richiedere la programmazione di interventi di totale rimozione, questi potranno essere inseriti nel Piano annuale di manutenzioni straordinarie». Una presa di posizione che lascia sbigottiti: che le fibre di amianto facciano male se inalate è assodato, agire quando ormai sarebbe troppo tardi, anziché prevenire, è assurdo.

lunedì 13 ottobre 2014

consiglio comunale del 9 ottobre 2014

Questo è  il link per ascoltare  la registrazione del consiglio.
così ognuno potrà farsi un idea di quello che è successo
http://www.carpidiem.it/download/consiglio/audioregistrazioni/2014-2019/2014-10-09CCCarpi.mp3

mercoledì 1 ottobre 2014

Consiglio Comunale del 18/09/2014

Registrazione audio del consiglio
http://www.carpidiem.it/download/consiglio/audioregistrazioni/2014-2019/2014-09-18_CC_Carpi.mp3

Dal minuto 1.24.00 al 1.28.50 il mio intervento sulla cappuccina
Dal minuto 2.13.50 al 2.15.50 la dichiarazione  di voto

mercoledì 17 settembre 2014

Cappuccina. questione di coerenza

A seguire il mio articolo sulla cappuccina che sarà pubblicato  sul prossimo numero di Carpicitta, il giornalino del comune

Un polmone verde, a ridosso del centro città, a rischio concreto di cementificazione. E' ciò che sembra toccare al Parco della Cappuccina, storica area verde a ridosso del cimitero, dentro cui l'amministrazione comunale ha deciso di far sorgere un care residence, una struttura per anziani. Ovviamente la costruzione di una struttura a favore dei soggetti deboli non può che essere vista di buon occhio, ma è il luogo che lascia perplessi. La risposta dell'assessore Depietri ad una interrogazione da me presentata in consiglio non ha lasciato spazio ad interpretazioni: “La costruzione è prevista sul lato nord di via Nuova Ponente a fianco dell’ex Cappuccina con accesso da via Baden Powell. Per poter realizzare l’opera è stata adottata apposita Variante urbanistica con deliberazione del Consiglio comunale del 27 marzo scorso e l’opera è stata inserita nel Programma triennale delle Opere pubbliche 2014-16. L’amministrazione non ha mai preso in considerazione l’eventualità di ricollocare in altra zona del territorio comunale l’opera”. Dunque il care residence si farà, e a farne le spese sarà ancora una volta il verde, troppo spesso bistrattato dalle giunte di sinistra che si sono succedute negli ultimi decenni. E dire che era stato lo stesso sindaco Alberto Bellelli, durante la recentissima campagna elettorale, a parlare di consumo zero di territorio, di riqualificazione da privilegiare rispetto a nuove costruzioni. Dunque non è il caso di cercare un'area già edificata e che possa essere riqualificata e adattata allo scopo? Io credo di sì: così facendo si ridarebbe vita ad un luogo già esistente (probabilmente risparmiando anche denaro pubblico) e allo stesso tempo si preserverebbe una zona verde importante come quella della Cappuccina. Del resto questa è anche la volontà espressa di recente da Sel, l'alleata del Pd che esprime in giunta l'assessore Cesare Galantini. Nel proprio programma politico presentato alle ultime elezioni amministrative Sel si ripropone l'obiettivo di “estendere il bosco della Cappuccina creando un grande parco urbano, tra la Tangenziale, il Parco del cimitero e via Peruzzi”. La Cappuccina era già stata al centro del dibattito nel 2010, grazie ad un'interrogazione del consigliere Pd (oggi capogruppo dello stesso partito) Paolo Gelli, che chiedeva lumi all'assessore Simone Tosi in merito a questo importante polmone verde, in quel momento storico considerato alla stregua di un'alternativa al Parco Lama. Interessante la risposta di Tosi: “Quest’area per sua natura è votata ad essere un grande polmone verde, già utilizzato dai cittadini di Carpi. Il Parco delle Rimembranze, meglio conosciuto come parco del Cimitero, è stato uno dei primi parchi attrezzati in città e risponde molto bene alle esigenze di aggregazione di una parte importante dei residenti del centro storico; se pensiamo poi all’uso aggregativo e sociale che svolgono gli orti della Cappuccina, il parco vicino alle scuole di infanzia, secondarie e superiori che si collocano sul lato nord di questo quadrilatero, si capisce immediatamente la valenza di quest’area. Permettere il collegamento tra il parco del Cimitero e quello intitolato a Baden Powell e perché no, anche collegare le aree verdi a ridosso del Peep attraverso percorsi ciclo-pedonali è sicuramente un progetto ambizioso e complesso, che però ci permette di poter ridisegnare in senso ‘verde’ un pezzo significativo del nostro territorio. Tutto questo però si scontra con limitate risorse, che è opportuno a mio avviso concentrare alle emergenze ed esigenze contingenti che la nostra comunità sta affrontando in questo difficile momento”. Insomma, la Cappuccina va preservata e valorizzata. Di certo la realizzazione di una struttura per anziani (pur essendo, ribadisco, un progetto condisivibile) finirebbe per contraddire le dichiarazioni di pochi anni fa nonché le promesse elettorali fatte dalla coalizione di centrosinistra. Una questione di coerenza, dunque, e di buon senso.

venerdì 18 luglio 2014

Polo della salute nell'area della Polisportiva Dorando

Cristian Rostovi, capogruppo Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia e An
Ospitare un polo della salute nei locali della Polisportiva Dorando Pietri è un’idea che condivido.
Penso che quella struttura, attraverso la realizzazione dei necessari interventi di riqualificazione, potrebbe essere adatta: nell’ottica della casa della salute (la concentrazione in unico luogo di servizi quali ad esempio i medici di base, il Centro prelievi, il Centro diabetologico e la Pediatria di comunità, solo per citarne alcuni), il complesso di via Nuova Ponente potrebbe essere il luogo giusto.
Proprio per questo alcuni anni fa mi opposi al trasferimento dei magazzini comunali ipotizzato dalla Giunta del sindaco Campedelli e, oggi come allora, ritengo che sia inappropriato per quello scopo.
Sono però contrario all’idea che il Comune debba ricomprare il diritto di superficie dalla polisportiva.
Sarebbe un esborso di denaro pubblico troppo oneroso e inutile.
Ritengo che l’Ausl debba ‘contrattare’ (nelle forme consentite dalla legge, quali ad esempio la trattativa privata) direttamente con la polisportiva.
Il Comune potrebbe assistere i due soggetti coinvolti e garantire la prosecuzione del contratto quando sarà tornato in possesso del diritto di superficie, ovvero tra 19 anni.
Bene, dunque, alla creazione di un polo della salute negli spazi della Dorando Pietri, che di recente ha visto l’insediamento della nuova sede dell’Avis, ma con alcuni distinguo: il Comune non deve pagare per ricomprarsi il diritto di superficie.
http://www.temponews.it/mobile/news.php?id=5535#.U8j4yxlyzqA

mercoledì 9 luglio 2014

Diamo a Cesare quel che è di Cesare...

Che la nomina dell'assessore Galantini non mi sia piaciuta è noto ma questo non mi impedisce di di fargli i complimenti. I primi provvedimenti in materia di sicurezza vanno nella giusta direzione.. Speriamo continui così.
 Positiva anche la fermezza dimostrata dall'assessore De Pietri nei riguardi dei nomadi in zona fiere.
Ps: Il fatto che quelli a Cortile paghino e quelli in zona fiere no, dimostra quanto ho più volte detto in consiglio cioè  che le microaree famigliari sono la soluzione.

giovedì 3 luglio 2014

Consiglio Comunale del 3 luglio 2014

In risposta alla mia interrogazione sull'ostello, l'assessore Morelli ha risposto dicendo che non è ancora possibile dare date certe.  Ipotizza però che entro l'estate 2015, la struttura potrà finalmente tornare nella disponibilità delle associazioni che si sono aggiudicate il bando.
 
Approvata all'unanimità  la mia mozione che impegna la giunta a comunicare regolarmente al consiglio comunale,l'avanzamento delle pratiche sulla ricostruzione post terremoto.

Approvate anche le due delibere presentate dalla giunta.
All'unanimità quella che designa i componenti della commissione per la nomina dei giudici popolari.
Con il voto favorevole del Pd e l'astensione delle opposizioni, quella sul passaggio di competenze all'unione.

Appena disponibile, pubblicherò il file con la registrazione audio del consiglio.

Curioso il comportamento dei consiglieri del movimento 5 stelle,lo scorso consiglio comunale si sono lamentati perché la giunta forni il materiale di una delibera con troppo poco anticipo  e stasera hanno fatto uguale, presentando 2 emendamenti alla delibera sul trasferimento a consiglio cominciato.
Della serie, predico bene e razzolo male.


Caro Assessore Galantini.

Ieri  l'assessore Galantini mi ha dedicato una lunga "nota" su facebook (potete leggerla sotto): Lo ringrazio per l'attenzione, ma credo sia meglio che la prossima volta l'assessore stia più attento in consiglio perché non ha capito assolutamente nulla del mio intervento.
Caro assessore, della sua appartenenza politica, non mi importerebbe nulla e non sarebbe assolutamente un problema se lei non ricoprisse una carica così importante a Carpi.
Peccato che, il sindaco Bellelli le abbia affidato delle deleghe "pesanti" e allora si, nasce un  problema.
Le sue idee politiche e la sua esperienza lavorativa in cgil sono assolutamente legittime e  se lei avesse ascoltato il mio intervento, si sarebbe accorto che feci solo presente che queste sono in contrasto con le promesse elettorali del Sindaco, faccio fatica a vedere uno con la sua storia politica fare "liberallizzioni" e razionalizzazioni nel settore pubblico;parlare di meritocrazia e flessibilità  e non ce la vedo a fare una seria politica sulla sicurezza in città. 
Tutto qui caro assessore,quindi, lasci perdere paragoni storici che non sono per nulla calzanti e visto che il post è stato scritto in orario lavorativo, magari utilizzi meglio il suo tempo, provando a fare qualcosa di buono per la nostra città...

Ps: commenti alla nota:  Utente Xy: Non darai mica del fascista o reazionario a Rostovi?;) 
Risposta di Galantini:"non mi permetterei mai, seriamente. Penso che sia inquietante vedere in una appartenenza politica un "problema"...credo che dietro nasconda pulsioni non proprio democratiche.

Stia sereno assessore le miei pulsioni non proprio democratiche sono solo nella sua "fervida" immaginazione.




SOLO 50 anni fa, mi sarei trovato in un campo di concentramento.

2 luglio 2014 alle ore 10.22
SOLO 50 anni fa, mi sarei trovato in un campo di concentramento.
Proprio così, nell'estate del 1964, il generale dell'Arma dei carabinieriGiovanni De Lorenzo, era pronto a sovvertire l'ordine democratico del nostro paese con un colpo di stato, il cosìdetto “Piano Solo”. Punto fondamentale del Golpe era la deportazione in campi di concentramento allestiti in Sardegna degli esponenti del Partito Comunista e del mondo sindacale. Con la mia biografia (un recentissimo passato da funzionario della CGIL ed ora amministratore locale in quota SEL) non sarei sfuggito.
Ogni tanto fa bene ricordare questi pezzi poco edificanti della nostra storia patria, visto che pochi giorni fa, durante la seduta di insediamento del consiglio comunale e sulle pagine di un noto quotidiano locale, il consigliere comunale di NDC/FI Cristian Rostovi ha citato la mia appartenenza politico/sindacale come un “problema”.
Ma rinfreschiamoci la memoria: Nel 1964, si prospettò la possibilità che nel nostro paese si potesse svolgere una sorta di colpo di stato. Il "Piano Solo" ("Solo" perchè sarebbe stata la sola Arma dei Carabinieri a gestire questa operazione) era un'operazione della quale non si apprese immediatamente, ma solo negli anni successivi. Il piano prevedeva l'individuazione di alcune figure politico-sindacali e del giornalismo, che dovevano essere "enucleate" verso installazioni militari della zona di Alghero, in Sardegna, perchè non potessero più agire sul piano della politica nazionale, in sostanza sarebbero state internate in campi di concentramento. Il responsabile militare dell'operazione era il generale Giovanni de Lorenzo, all'epoca comandante dell'Arma dei Carabinieri, ma già, anni prima, a capo del Sifar, dove aveva intessuto relazioni con i servizi statunitensi. Durante il suo comando al Sifar, De Lorenzo aveva iniziato una gigantesca opera di schedatura degli esponenti più in vista di tutte le istituzioni e di tutti i gruppi sociali ma sarebbe più opportuno dire che aveva "ripreso" e abbondantemente superato una tradizione delle polizie nazionali che con l'OVRA e con l'archivio segreto di Mussolini aveva già operato schedature di vasta portata). Vi erano stati tentativi di ripristino di questa attività con Mario Scelba ma nulla a paragone di quanto sarebbe successo con De Lorenzo.
Il progetto prevedeva un progetto di "enucleazione" con il quale si proponeva di assicurare all'Arma dei Carabinieri (De Lorenzo) il controllo militare dello Stato per mezzo dell’occupazione dei cosiddetti “centri nevralgici” e, soprattutto, del prelevamento e del conseguente rapido allontanamento dei personaggi ritenuti politicamente più pericolosi: questi avrebbero dovuto essere internati.
Nel frattempo l'Arma avrebbe assunto il controllo delle istituzioni e dei servizi pubblici principali (compresi la televisione, le ferrovie ed i telefoni).
In pratica, all'ordine del Comandante Generale (che in teoria avrebbe potuto impartirlo anche sua sponte, cioè anche sprovvisto di istruzioni superiori), i carabinieri avrebbero catturato quei personaggi politici loro indicati e li avrebbero inviati in Sardegna via mare o su aerei coi finestrini oscurati, detenendoli in uno dei siti più impervi del territorio nazionale. La lista dei soggetti da prelevare sarebbe stata ricavata ed elaborata sulla base delle risultanze dei famosi “fascicoli del Sifar pretesi da De Lorenzo qualche anno prima.
Il Piano Solo cadeva in una stagione che era quella dei governi di centrosinistra. Nel '64, la presenza al governo dei socialisti, sembrava spostare troppo a sinistra l'asse dell'esecutivo.L'operazione era stata preparata per evitare, secondo l'idea della parte più reazionaria del paese e della Democrazia Cristiana, che il paese conoscesse politiche troppo progressiste.
Il 2 giugno del 1964, a pochi giorni dall'inizio previsto dell'operazione, destò particolare impressione l'enorme dispiegamento di nuovi mezzi corazzati appartenenti all'Arma. De Lorenzo aveva fortemente voluto una modernizzazione dei Carabinieri. Quelle truppe che sfilarono avevano per la prima volta mezzi corazzati. Nel 1960, la Dc aveva tentato la chiave di un governo ultraconservatore, il governo Tambroni, appoggiato dal Movimento Sociale Italiano. Quel governo era stato in piedi soltanto 5 mesi. Era caduto anche per le dimostrazioni di piazza ( si pensi ai camalli di genova e alla manifestazione di Reggio Emilia, con la morte di 7 manifestanti). Una parte della Dc, insomma, aveva dato prova di non essere in grado di agire sul piano dell'ordine pubblico, da qui l'esigenza di avere dei carabinieri, con una preparazione e dei mezzi di tipo militare per la gestione dell'ordine pubblico.
Il presidente della Repubblica, all'epoca era Antonio Segni, che non nascondeva simpatie per l'ipotesi di un esecutivo più spostato su posizioni di destra a autoritatie.
L'Espresso titolò a caratteri cubitali, in copertina:
«14 luglio 1964: complotto al Quirinale. Segni e De Lorenzo preparavano il colpo di Stato.»
Il Piano Solo era stato preparato per evitare una svolta a sinistra del paese.
Il semplice manifestarsi della possibilità ("il rumor di sciabole" come lo definì Pietro Nenni), cioè l'idea che potesse esserci un pronunciamento di alcuni settori militari e la sensazione che alcuni ambienti delle istituzioni si pensasse ad una prova muscolare, servì a indebolire la spinta socialista verso la sinistra.
Con il primo governo Moro si annunciavano grandi riforme, il semplice annuncio del possibile golpe, rese molto più malleabili i socialisti. Il presidente della Repubblica diede un secondo mandato a Moro, ma questa volta sfumò l'idea che si arrivasse a posizioni laiche e riformiste.
I socialisti temevano che continuare su posizioni progressiste e riformiste avrebbe potuto favorire i giochi dei reazionari. Nel 1967 con le stesse modalità i colonnelli presero il potere in Grecia. Far trapelare la notizia che il colpo di Stato era pronto, fu sufficiente a cambiare il clima e a far tornare indietro le riforme: "il colpo di stato era diventato inutile".
De Lorenzo, rimosso anni dopo, entrerà in parlamento prima con i monarchici, poi con il MSI.
Di tutta la vicenda (come di tante altre della storia repubblicana italiana) restano delle ombre, che hanno assunto una consistenza più seria, quando emerse l'esistenza di Gladio, una struttura militare, pronta a prendere le armi se il governo del paese fosse andato alla sinistra o semplicemente su posizioni più progressiste e riformatrici. Il governo oppose sempre il segreto di Stato (con i notissimi "omissis" di Moro) alle reiterate richieste di informazioni da parte delle diverse commissioni di indagine, facendo mancare perciò il necessario materiale d'esame, ed anche la lista degli "enucleandi" andò perduta (mentre dei fascicoli SIFAR si dispose la distruzione).
In questo 2014, credo faccia bene a tutti, sopratutto a chi vede come “problematica” la mia apprtenenza politica, tenersi in mente certe cose...

sabato 28 giugno 2014

Il mio intervento durante il primo consiglio comunale

Dal Minuto 1.23.38 al minuto 1.31.10 il mio intervento in risposta alle linee guida del sindaco
e 2,35.00 al minuto 2.36.45 quello sulla nomina dei consiglieri in tda  http://www.carpidiem.it/download/consiglio/audioregistrazioni/2014-2019/2014-06-16CCC_insediamento.mp3

venerdì 27 giugno 2014

Interrogazione sull'ostello della Gioventù

Carpi   li 24/06/2014                                                   
 Al presidente del Consiglio
                                                                                         Al Sindaco
All’assessore competente
Interrogazione con risposta in consiglio.
Oggetto: Ostello della  gioventù
Considerato che:
1.     Lo stabile sito all’interno dell’ex foro boario è stato ristrutturato con la finalità di diventare un ostello della gioventù .
2.      Tramite un bando ne è già stata assegnata la gestione.
3.     Da 2 anni, a seguito del terremoto, tale immobile è stato assegnato ad Aimag come sede “provvisoria”.
Si chiede:
Quando Aimag libererà l’immobile così da permettere alle associazioni vincitrici del bando  di dare inizio al loro progetto

Cons. Cristian Rostovi
Capogruppo

Nuovo Centro Destra/Fratelli d’italia