venerdì 5 febbraio 2010
Conferenza
giovedì 4 febbraio 2010
canile, paragoni e strumentalizzazioni
Da qualche giorno a questa parte sulla stampa locale, si sono susseguiti diversi articoli che parlavano del Canile di Carpi, tematica che dopo aver visitato la struttura di S. Marini ho deciso di portare all’attenzione del consiglio comunale con il mio intervento a commento del bilancio di previsione 2010.
Ho scelto di parlare del canile non per questioni ideologiche, ma semplicemente per far si che il lavoro dei volontari e la precaria situazione della struttura avessero la giusta attenzione.
Risultato che probabilmente è stato ottenuto, ma purtroppo con toni ed affermazioni che non condivido e dalle quali mi dissocio, reputo assolutamente sbagliato il paragone tra i bisogni delle Persone (che siano rom, sinti, italiani o stranieri non fa nessuna differenza) e quelli degli animali, ma ritengo altrettanto sbagliato il comportamento di chi, strumentalizzando queste affermazioni, per esclusivi fini politici (le elezioni sono vicine) rischia di spostare l’attenzione su di una sterile “diatriba politica” rischiando così di far perdere di vista il vero obbiettivo.
Rostovi Cristian
lunedì 1 febbraio 2010
canile articolo apparso il 31/1/2010 su Modena Qui
«La convenzione annuale - spiega Sara Bompani, una dei venti volontari del Gruppo zoofilo carpigiano, che gestisce la struttura - è stata modificata con una riduzione di 7.400 euro.
In più il Comune ci ha lasciato in uso il furgone con cui facciamo il servizio di accalappiatura, ma tutte le spese per mantenerlo (benzina, assicurazione, bollo auto, riparazioni) da oggi le dovremo sostenere noi: in totale un taglio da oltre 10mila euro».
Le difficili condizioni in cui versano le casse comunali a causa della crisi ha avuto ripercussioni negative su diversi servizi: sono note le polemiche seguite alla cessazione di alcuni appalti (come quelli con In&Co e, fino a prova contraria, con la Cooperativa ‘Il Mantello’).
A questi si aggiunge il pesante taglio al canile, una struttura che avrebbe bisogno di opere di ristrutturazione e messa in sicurezza.
Ma con i soldi se ne sono andati anche gli interventi pattuiti dall’assessore competente, Simone Tosi, con i volontari: «Ci hanno già fatto sapere - continua Sara - che non c’è denaro per intervenire.
Ma qui c’è assoluto bisogno di mettere a posto le gabbie: le lamiere sono pericolanti e qualcuno potrebbe farsi male».
Gli stessi box che sono stati messe in piedi anni fa dai volontari, in maniera abusiva per fronteggiare le esigenze in costante crescita: «Il Comune era a conoscenza di tutto ciò, ma ci dissero di fare da soli, loro non avrebbero potuto costruirle».
Come già accennato, anche il servizio di accalappiatura è a rischio per mancanza di fondi: in altre città compete alla municipale ma a Carpi è da sempre effettuato dal canile.
«Di per sé non sarebbe un problema, ma dover pagare tutte le spese del mezzo complica le cose».
La questione del canile è stata ripresa anche da Cristian Rostovi, consigliere del Pdl, nel suo intervento sul bilancio di previsione 2010: «Perché la giunta parla di manutenzione straordinaria (specificando, recinti ed aree di sgambettamento) quando al canile sono ancora presenti coperture in amianto, non ci sono le uscite di sicurezza e non sono rispettate le norme antincendio?» ha chiesto il consigliere.
Necessari o no, i tagli risultano quantomeno ingenerosi verso un’associazione di volontariato che da anni si impegna per questo servizio: «Noi - conclude Sara - facciamo comodo all’amministrazione, che altrimenti dovrebbe impiegare personale in proprio e pagarlo.
Amiamo questi animali e siamo attenti alla loro salute e alimentazione, ma senza quei soldi sarà dura portare avanti il canile.
Intensificheremo le raccolte fondi: ci rimettiamo alla solidarietà dei cittadini».
Daniele Franda