Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 27 ottobre, il consigliere del PdL Cristian Rostovi ha presentato un ordine del giorno relativo alla Giornata del Ricordo, data nella quale (in base ad una legge del 2004) si intende rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo istriano, fiumano e dalmata nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nell’ordine del giorno di Rostovi si esprimeva poi soddisfazione per l’avvenuta posa di una targa a ricordo dei profughi istriani che a Carpi trovarono rifugio e si chiedeva all’ente locale di impegnarsi anche ad accettare in dono dalle associazioni degli esuli e a posizionare il 10 febbraio 2012 un monumento in pietra carsica in ricordo dei Martiri delle Foibe, organizzando a partire sempre dall’anno prossimo in collaborazione con scuole e associazioni momenti di approfondimento e di divulgazione.
Ad ascoltare il dibattito in aula erano presenti in questa occasione alcuni esponenti modenesi del Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. L’assessore alle Politiche culturali Alessia Ferrari ha risposto a Rostovi ricordando la sensibilità espressa dalla città sui temi della memoria e della quale l’amministrazione comunale si è fatta promotrice mettendo in rete e sinergia energie e soggetti. “Riguardo alla Giornata del 10 febbraio – ha detto Ferrari – abbiamo dal 2008 realizzato diverse iniziative e nel 2011 posato una targa commemorativa davanti all’ex Campo di Fossoli, mentre le scuole superiori si sono fortemente impegnate, ad esempio con la partecipazione di centinaia di studenti ai percorsi laboratoriali che la Fondazione Fossoli ha promosso sul tema. Abbiamo in questi mesi poi proseguito i contatti con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e accettato l’omaggio di un monumento in pietra carsica, individuando anche il luogo dove posarlo il 12 febbraio prossimo. Si tratta dell’area verde tra via Baden Powell e via Nuova Ponente, a fianco del Parco della Cappuccina: il monumento sarà accompagnato da una targa che ne spiegherà le caratteristiche”.
Argio Alboresi, capogruppo della Lega nord, ha ricordato i giorni poco felici che i profughi del confine orientale vissero a Carpi al loro arrivo. “Con questo atto mettiamo una pietra sopra a quanto avvenuto”. Il capogruppo del Pd Davide Dalle Ave dal canto suo ha spiegato come la vicenda storica che si intende ricordare con la posa di questo monumento “sia molto complessa ma è un bene arrivare ad una presa di posizione comune del civico consesso sul tema, come peraltro non sempre è avvenuto”. Il Sindaco Enrico Campedelli ha poi preso la parola per spiegare che la posa di un monumento in occasione della prossima Giornata del Ricordo “era un impegno preso quando nel febbraio scorso inaugurammo la targa davanti all’ex Campo. Col tempo sono state superate le interpretazioni sbagliate su chi veniva da territori così martoriati: Carpi è cresciuta anche grazie a questi esuli. Il monumento che poseremo diverrà un presidio di riflessione sui temi della democrazia e della pace, della memoria, in un momento storico così complesso per il nostro continente”. E se Giorgio Verrini (ApC) ha ricordato come in gioventù gli amici esuli non parlassero per nulla delle loro origini “e chiedo scusa a loro per la mia ignoranza” il collega del Pd Marco Bagnoli ha sottolineato come non avesse anch’egli mai percepito differenze e difficoltà degli esuli provenienti da “terre che sono intrise di italianità”. Il Presidente del Consiglio Giovanni Taurasi ha dal canto suo inquadrato le vicende dell’esodo dai confini orientali e delle foibe, ha ricordato la diffidenza della comunità verso queste persone e l’indifferenza generale del mondo all’epoca, per una convergenza di interessi “a sinistra per ideologia, a destra per rimuovere quanto avvenuto prima. Il dialogo, la cultura dell’accoglienza e della non violenza passano attraverso iniziative come queste, che aiutano a riconoscersi in una comunità, grazie anche alla disponibilità dell’interlocutore che abbiamo trovato nell’Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia”.
Cristian Rostovi in sede di replica ha reso merito all’amministrazione comunale, ricordando come questa pietra sarà un modo per ringraziare “ma anche per presentare le scuse della comunità per la tragedia delle foibe. Superiamo le contrapposizioni, votiamo questo ordine del giorno, che sono disponibile a far sottoscrivere a tutti i gruppi”. Cosa poi avvenuta, tanto che l’odg dell’esponente del PdL è stato effettivamente sottoscritto anche da Pd, Apc, Lega nord, Carpi a 5 stelle-Prc, Idv, Fli e poi votato all’unanimità dal Consiglio comunale.
domenica 6 novembre 2011
sabato 1 ottobre 2011
«Stadio Cabassi, dal Comune solo una farsa»
«Stadio Cabassi, dal Comune solo una farsa»
Rostovi (Pdl): «La verità (che non dicono) sul ritardo dei lavori»
«Il ritardo dei lavori al Cabassi è una farsa: la verità è che fin da subito il Comune sapeva che prima di iniziarli avrebbe dovuto chiudere la vendita del magazzino di via Watt ad Aimag».
E’ un fiume in piena Cristian Rostovi (nella foto), consigliere e coordinatore cittadino del Pdl, nel commentare la questione che sta tenendo banco da qualche mese a questa parte.
E’ la tanto attesa riqualificazione dello stadio comunale Sandro Cabassi, che avrebbe dovuto riaprire i cancelli dopo la chiusura imposta dal Prefetto per inagibilità a fine maggio.
«A più riprese - afferma Rostovi -, l’assessore D’Addese ha rinviato l’avvio dei lavori, adducendo diverse giustificazioni: in un primo momento previsti per luglio, si è poi virato su agosto.
Per tutto il mese e per buona parte di settembre l’assessore spiegava il ritardo con l’attesa di un ultimo parere tecnico, quello della Soprintendenza.
Siamo ormai ad ottobre, e nonostante il parere sia arrivato, i lavori non partiranno prima di fine mese.
Questo noi lo sapevamo già dall’inizio: per poter iniziare, l’amministrazione deve perfezionare la vendita ad Aimag del magazzino di via Watt, dove sorge già un’area di raccolta della multiutility.
E’ grazie a questa operazione se si potranno realizzare i lavori al Cabassi: la vendita frutterà 3,5 milioni di euro al Comune, che ne impiegherà 1,5 per finanziare l’investimento.
Non c’è alcun nuovo passaggio ‘burocratico’ per il progetto dello stadio: in realtà, gli appuntamenti indicati dalla giunta (il passaggio in commissione il 6 ottobre e quello in consiglio il 13, ndr) in realtà sono relativi proprio alla variazione di bilancio per la vendita del magazzino».
Ad oggi, l’operazione di compravendita non è ancora stata perfezionata.
Ma in calendario c’è la sua discussione nel consiglio del 13 ottobre.
Una volta deliberato, riprenderà l’iter per il progetto Cabassi, con l’assegnazione diretta dei lavori a ditte che verranno scelte ancora non si sa con quali criteri.
L’aggiudicazione, se tutto verrà fatto con la massima velocità, potrà avvenire presumibilmente lunedì 24 ottobre: nella settimana che da lì prende il via, potrebbe vedersi la prima ombra di una gru al Cabassi.
Daniele Franda
Rostovi (Pdl): «La verità (che non dicono) sul ritardo dei lavori»
«Il ritardo dei lavori al Cabassi è una farsa: la verità è che fin da subito il Comune sapeva che prima di iniziarli avrebbe dovuto chiudere la vendita del magazzino di via Watt ad Aimag».
E’ un fiume in piena Cristian Rostovi (nella foto), consigliere e coordinatore cittadino del Pdl, nel commentare la questione che sta tenendo banco da qualche mese a questa parte.
E’ la tanto attesa riqualificazione dello stadio comunale Sandro Cabassi, che avrebbe dovuto riaprire i cancelli dopo la chiusura imposta dal Prefetto per inagibilità a fine maggio.
«A più riprese - afferma Rostovi -, l’assessore D’Addese ha rinviato l’avvio dei lavori, adducendo diverse giustificazioni: in un primo momento previsti per luglio, si è poi virato su agosto.
Per tutto il mese e per buona parte di settembre l’assessore spiegava il ritardo con l’attesa di un ultimo parere tecnico, quello della Soprintendenza.
Siamo ormai ad ottobre, e nonostante il parere sia arrivato, i lavori non partiranno prima di fine mese.
Questo noi lo sapevamo già dall’inizio: per poter iniziare, l’amministrazione deve perfezionare la vendita ad Aimag del magazzino di via Watt, dove sorge già un’area di raccolta della multiutility.
E’ grazie a questa operazione se si potranno realizzare i lavori al Cabassi: la vendita frutterà 3,5 milioni di euro al Comune, che ne impiegherà 1,5 per finanziare l’investimento.
Non c’è alcun nuovo passaggio ‘burocratico’ per il progetto dello stadio: in realtà, gli appuntamenti indicati dalla giunta (il passaggio in commissione il 6 ottobre e quello in consiglio il 13, ndr) in realtà sono relativi proprio alla variazione di bilancio per la vendita del magazzino».
Ad oggi, l’operazione di compravendita non è ancora stata perfezionata.
Ma in calendario c’è la sua discussione nel consiglio del 13 ottobre.
Una volta deliberato, riprenderà l’iter per il progetto Cabassi, con l’assegnazione diretta dei lavori a ditte che verranno scelte ancora non si sa con quali criteri.
L’aggiudicazione, se tutto verrà fatto con la massima velocità, potrà avvenire presumibilmente lunedì 24 ottobre: nella settimana che da lì prende il via, potrebbe vedersi la prima ombra di una gru al Cabassi.
Daniele Franda
venerdì 1 luglio 2011
Caro assessore, meno parole e più fatti.
E' di pochi giorni fa, la notizia dell'ennesima aggressione in un parco della città.
I fatti di cronaca più o meno gravi sono oramai all'ordine del giorno, da un mese a questa parte subiamo la prima "occupazione anarchica" della storia di carpi e maggioranza e amministrazione non fanno altro che minimizzare e dire che l'insicurezza a Carpi è solo percepita.
Invece di perdere tempo a fare comunicati stampa, smentite le nostre critiche con i fatti.
Venendo ad altri comunicati, sono rimasto colpito da quello degli anarchici carpigiani, gli "occupanti" affermano che chiedendo il loro sgombero noi vogliamo far tornare l'area nel degrado.
Fermo restando che l'occupazione non è un’opera di riqualificazione, questi ragazzi fingono di dimenticare che quello che stanno facendo è illegale.
L'area va sgomberata quanto prima e solo dopo, saranno nelle condizioni di poter fare richieste o avanzare proposte.
I fatti di cronaca più o meno gravi sono oramai all'ordine del giorno, da un mese a questa parte subiamo la prima "occupazione anarchica" della storia di carpi e maggioranza e amministrazione non fanno altro che minimizzare e dire che l'insicurezza a Carpi è solo percepita.
Invece di perdere tempo a fare comunicati stampa, smentite le nostre critiche con i fatti.
Venendo ad altri comunicati, sono rimasto colpito da quello degli anarchici carpigiani, gli "occupanti" affermano che chiedendo il loro sgombero noi vogliamo far tornare l'area nel degrado.
Fermo restando che l'occupazione non è un’opera di riqualificazione, questi ragazzi fingono di dimenticare che quello che stanno facendo è illegale.
L'area va sgomberata quanto prima e solo dopo, saranno nelle condizioni di poter fare richieste o avanzare proposte.
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