venerdì 30 luglio 2010

Per un partito migliore?

Spesso una buona idea non è seguita da azioni altrettanto buone.
Per far nascere il Pdl in tanti hanno dovuto rinunciare, almeno sulla carta ad un pezzo della loro identità politica.
Quello che ha convinto tanti a cambiare, era la consapevolezza, che le rinunce fossero il prezzo da pagare per ottenere un”bene superiore”.
Ora siamo arrivati ad una svolta, il Presidente Fini con altri deputati e senatori formeranno gruppi autonomi alla camera ed al senato, cosa penso di questa evoluzione della situazione è presto detto.
Considero questa scelta profondamente sbagliata, l’idea di Generazione Italia come corrente interna al Pdl mi vedeva come osservatore curioso, immaginavo e speravo che lavorando dentro il partito avrebbe potuto essere per lo stesso, fonte di idee e motivo di riflessione.
Peccato che le cose non siano andate così, Generazione Italia si è trasformata strada facendo in un partito nel partito con tanto di sedi, coordinatori e tesseramento, ha smesso fin da subito di essere portatrice di idee per diventare megafono di critiche.
Un partito, soprattutto se giovane e composto di tante anime come il Pdl, lo si cambia e lo si migliora da dentro, con pazienza e lungimiranza, urlare ed attaccare a caso come tanti Barbato, non serve a nulla.
Ora, quali saranno gli sviluppi non lo so, quello che so, è che io rimango al mio posto, nel partito e con il simbolo con cui sono stato eletto e la mia battaglia la farò da dentro senza urlare che voglio un partito migliore ma lavorando perché ciò accada.

Cristian Rostovi
Consigliere Comunale Pdl Carpi.

6 commenti:

  1. Ciao Cristian, Gianfranco Fini e' il piu' grande Pagliaccio della storia politica contemporanea. Tutti si sono dimenticati delle dichiarazioni che fece quando Berlusconi fondo' il Pdl. Mera e schifosa invidia. Fini e' un debole, e' un politico che va' dove tira il vento (come la maggior parte). Perfino i suoi stessi " Colonnelli " lo hanno ripetutamente smentito. Io non mi sento assolutamente di sinistra, anzi, ma non voto da qualche elezione, pero' sono sicuro di una cosa: il Presidente del Consiglio dopo aver seppellito i vari Casini, Follini, Rutelli, Veltroni seppellira' anche questo ipocrita, demagogo e calamita' della destra italiana.
    Ciao Massimo Barbolini

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  2. Cristian non difenderò mai io Fini, ci mancherebbe altro, però che in un partito le idee diverse non siano accettate, anzi vengono espulse, non è sicuramente una cosa positiva.

    Simone Tosi

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  3. Dai Simone fai e vivi di politica, questo è un commento da finto-ingenuo (cosa che non sei).

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  4. Quel che penso, è scritto Qua:
    Buldrein.

    Mauro (Pdl): ecco perché Berlusconi fa bene a liberarsi di Fini
    Mario Mauro venerdì 30 luglio 2010



    Ci sono tanti modi per concepire un partito. C’è chi lo concepisce come luogo dove può nascere l’opportunità di cambiare un paese. C’è invece chi lo concepisce come luogo di spartizione del potere, dove la distribuzione delle cariche diventa il fine dell’attività politica, passando attraverso il metodo dei veleni, delle calunnie e della divisione in finte correnti. Non ci sono dubbi sul fatto che sia di gran lunga preferibile la prima impostazione. Silvio Berlusconi, la scorsa settimana, con il suo appello all’unità del partito, ha puntato con decisione ad un rilancio del Popolo della Libertà. Mi permetto di riprendere alcune delle parole del Presidente del Consiglio apparse la settimana scorsa sul sito del Pdl: “Non riusciranno nel loro intento se noi saremo uniti, se il Popolo della Libertà sarà unito attorno al proprio governo, consapevole dei grandi risultati finora ottenuti, coeso tra leader, dirigenti e popolo. La forza del nostro stare insieme è nella moralità del fare. Proprio per questo cercano di toglierci l’orgoglio di essere nel Popolo della Libertà, motore principale del governo del fare”.



    Parole di unità quindi quelle del Presidente. Unità che purtroppo non sembra essere voluta da tutti nel partito. L’intervista di Gianfranco Fini pubblicata ieri dal Foglio, nella quale chiedeva di “resettare tutto, senza risentimenti”, non basta a cancellare mesi di veleni e colpi bassi. La conclusione a cui si è arrivati ieri sera, con l’approvazione di un documento di censura per il Presidente della Camera insieme ad alcuni suoi fedelissimi come Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata, è l’epilogo naturale di una situazione ormai insostenibile: “non ci sono più le condizioni per restare nella stessa casa”, è la sintesi del documento.
    Sia chiaro, un conto è avere opinioni differenti. Ci mancherebbe altro che non venga costruito un compromesso sulla base di giudizi diversi. Un altro conto però è partire da una disistima e da un pregiudizio che nascondono, come già detto, logiche di lotta per il potere. Questo è il rischio se l’unità che cerchiamo non si fonda sulla verità. Italo Bocchino parla di “un partito come il Pdl che non ha sedi, circoli, segretari di sezione, presidenti di circoli, consiglieri regionali eletti dalla base. Esiste in Sud America e in alcuni Paesi asiatici”. Forse dimentica di aver a più riprese nel primo congresso e in svariate riunioni di dirigenti, difeso l’idea di un percorso che nel tempo arrivasse ad assicurarci proprio questi obiettivi. Quanto al Sudamerica e ai paesi asiatici sono riferimenti evocati mi sembra non in modo costruttivo, cioè per stimolare una maggiore democrazia interna, quanto piuttosto per creare le premesse per una rottura. Come interpretare diversamente le dichiarazioni di Fabio Granata sulle stragi di mafia?



    Questi semplici esempi hanno lo scopo di sottolineare come fare l’unità partendo dalla verità significhi interrogarsi continuamente sullo scopo ultimo delle nostre azioni: che senso ha infatti chiedersi come e cosa deve essere un partito se poi ci si muove per distruggerlo. Dobbiamo fare memoria delle ragioni per cui ci siamo messi insieme e della responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro paese. Questo partito infatti è nato per soddisfare il profondo bisogno di riforme della società italiana. Vale la pena ricordarlo ogni volta che si prende la parola contro i propri amici. E se lo ricordi anche chi, in questi giorni, parla impropriamente di “rispetto per gli elettori”: lasciare aperta la porta di una collaborazione può avere senso solo a questa condizione.

    di MARIO MAURO

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  5. Che Fini abbia sbagliato è sacrosanto, continua a mentire davanti all'evidenza dei fatti!
    Ma il Parlamento è pieno di personaggi che sbagliano e continuano a sbagliare, da Napolitano a Di Pietro, da Franceschini a Scajola. Però con Scajola è venuto il finimondo ed è stato costretto a dimettersi; con Fini, lo difende pure Napolitano, perchè? Un anno fa "Repubblica" per giorni e giorni, ha martellato e riempito pagine con gossip su Berlusconi, voleva sapere cosa avesse fatto con le escort! Con Fini, tutti zitti. Napolitano stesso che non aveva richiamato "Repubblica" alla moderazione, richiama "il Giornale" a smettere di fare il proprio dovere di cronaca! Come mai? Non era la sinistra che si lamentava per il "bavaglio" all'informazione? Valli a capire questi politici!

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  6. Caro Cristian,
    le mie congratulazioni per la tua nomina alla guida del PDL locale e in bocca al lupo per il tuo nuovo incarico politico che premia l'impegno e la passione politica che tutti ti riconoscono.

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